Amministratori Giudiziari Network

Rete di esperti in gestione di aziende sequestrate e confiscate

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Imprese sequestrate e attive: clicca qui per aprire l’intero documento

 

Nasce una nuova opportunità professionale a seguito della circostanza che il 4 aprile u.s. ANBSC ha deliberato in merito alla proposta di Partenariato Pubblico Privato formulata da APART (www.apart-italia.com) insieme a CROP NEWS (www.cropnews.online), INAG e FEDERAZIONE CONSUMATORI E UTENTI. Conseguentemente, AGN ha sottoscritto analogo Partenariato nell’interesse degli Amministratori Giudiziari che, con la qualifica di Reputation Audit Manager (RAM), potranno concretizzare una nuova e redditizia attività professionale a numero chiuso, ottenendo compensi per sé stessi, per i collaboratori (qualificabili RATER), per le imprese sequestrate, per enti e imprese clienti in generale. Con il predetto Partenariato «legalità conveniente e contrasto alle mafie» in ottica D. Lgs 231/2001 si innesca un circolo virtuoso che, per enti e imprese (tra cui le imprese sequestrate o confiscate), trasforma la compliance da centro di costo in inedito centro di ricavo e garantisce agli operatori economici tout court, a consumatori e utenti, agli Amministratori Giudiziari AGN qualificati RAM (Soci Ordinari APART) e operativi sotto la vigilanza del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, compensi in relazione al contributo fornito da ciascuno per qualificare in modo oggettivo e misurabile – rendendola conoscibile – la reputazione documentata e tracciabile propria e delle controparti in tutti i rapporti obbligatori, aumentando prevenzione dei rischi e sicurezza.

Il progetto è molto semplice e al tempo stesso rivoluzionario. Si basa sull’ovvia considerazione che è solo la reputazione a originare fiducia, generando a sua volta sviluppo attraverso la delega, perché nessuno (es. l’impresa) delegherebbe qualcosa a qualcuno (es. un fornitore) di cui non si fida. Ma nell’era della “fake reputation” è indispensabile qualificare e verificare la reputazione con i dovuti riscontri documentali. Con il “rating reputazionale digitalizzato” in pratica si abbatte drasticamente il rischio di riporre la propria fiducia in modo errato, evitando conseguenze che possono rivelarsi drammatiche tanto per gli organi di controllo, quanto per operatori economici, consumatori e utenti.

Scoprite in cosa consiste questa opportunità seguendo i video esplicativi al link apart-innovazione.com e approfondite maggiormente visitando apart-italia.com/bandi-ram-rater.

Per aderire all’iniziativa, usufruendo delle “quote riservatarie” assegnate da APART ad AGN utilizzare unicamente i seguenti link:

  • per la procedura di adesione come RATER (collaboratori non laureati) cliccare qui >>

Il «riconoscimento di affidabilità» contrasta le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle filiere produttive e distributive di imprese sequestrate e confiscate. I numeri sono imponenti: 21 miliardi di produzione e 199mila addetti impiegati nelle oltre 10mila imprese sequestrate, e attive, censite nel 2017 da InfoCamere. Solo nel 2018 la Guardia di finanza (ha dichiarato il comandante generale Giorgio Toschi) ha chiesto di sequestrare a presunti mafiosi beni – in gran parte imprese e quote societarie – per 4 miliardi e 800 milioni (più dello 0,2% del Pil previsto per il 2019 nel nostro Paese). Ma una volta sottratte al controllo criminale queste imprese devono superare lo «shock da sequestro» e la correlata perdita di valore, di ostacolo al posizionamento sul mercato che spesso meriterebbero anche per ragioni di protezione sociale dei lavoratori impiegati.

In un contesto la «legalità conveniente» è il mantra ispiratore dell’alleanza tra Agn (Amministratori Giudiziari Network) con i più importanti esperti di gestione e amministrazione di patrimoni sequestrati e l’associazione professionale Apart che associa gli esperti della «qualificazione reputazionale documentata e tracciabile», le associazioni di consumatori Codacons, Codici, Konsumer Italia.

Si tratta del «riconoscimento di affidabilità» delle imprese sequestrate e confiscate sulla base di «rating reputazionali digitalizzati», attribuiti agli operatori economici delle filiere produttive e distributive delle imprese sequestrate e confiscate con l’obiettivo di evolvere dall’antimafia sociale all’antimafia digitale.

Domenico Posca, coordinatore Agn, ha dichiarato: «Abbiamo messo in campo strumenti ad alto tasso d’innovazione per dimostrare come le imprese sottratte alle mafie possono stare sul mercato con successo, nel pieno rispetto di tutte le regole, esenti da infiltrazioni criminali salvaguardando i livelli occupazionali ». Una sorta di antimafia 4.0 affidata a professionisti di cui è stata avviata la selezione da Apart in collaborazione con AGN. «È un esempio evidente e dirompente – prosegue Posca – di come il «digitale» possa creare valore, nuova occupazione e inedite professionalità».

Per Domenico Marino, professore università di Reggio Calabria, componente la Task Force Intelligenza Artificiale dell'Agenzia per l'Italia Digitale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri «Il “rating reputazionale” è sicuramente una delle innovazioni sociali che possono contribuire a migliorare il livello di trasparenza e il grado di legalità ». Gian Maria Fara, presidente Eurispes, ha commentato: «Quando la reputazione di un individuo incontra la giurimetrica il terreno di azione dei professionisti del falso si restringe».

Conclude Eduardo Marotti, presidente Apart e Crop news « per scoraggiare illeciti e inadempimenti in danno dell’impresa sequestrata, l’amministratore giudiziario AGN richiede agli stakeholder anche la modifica dei contratti».

Nell’apposita sezione ( collegare link alla nuova sottopagina vedi punto 3 ) del sito , i dettagli dell’accordo tra AGN e APART CROP NEWS.

Domenico Posca

Se la lotta alla mafia si caratterizza attraverso la sottrazione dei patrimoni ai criminali è pur vero che questi vanno amministrati. Il sistema attuale affida agli amministratori giudiziari questo compito, professionisti iscritti in un apposito albo, chiamati a svolgere attività manageriali complesse e impegnative a fronte delle quali percepiscono compensi che negli ultimi anni sono stati al centro di polemiche e di continui interventi normativi; questo a seguito di isolati episodi che si verificarono in uno specifico contesto (caso Saguto di Palermo), sul quale ci siamo più volte soffermati per denunciare come da quel momento prese il via un’autentica caccia alle streghe.

(continua)

a cura di Domenico Posca

L’attuazione in sede giurisdizionale del DPR 177/15 recante le modalità di calcolo e di liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari dei beni sottoposti a misure reali di prevenzione ha, in questi primi anni, fatto emergere molteplici difficoltà interpretative . Abbiamo assistito alle soluzioni più fantasiose operate dalla giurisdizione con l’unico fine di ridurre al minimo gli importi liquidati e con il chiaro scopo di azzerare il rischio di ogni possibile rilievo erariale, disciplinare o di semplice opportunità . Senza considerare che compensi troppo bassi, inevitabilmente, finiscono per allontanare gli amministratori meglio organizzati, vanificando gli sforzi compiuti dagli inquirenti con gestioni inefficienti  e privando i più giovani delle necessarie esperienze formative e delle opportunità della co-amministrazione. Uno dei punti più controversi nell’applicazione pratica riguarda la norma di riserva contenuta nell’articolo 4 che attraverso aumenti e riduzioni consente di adattare il risultato derivante dall’applicazione degli scaglioni dell’art.3 della tariffa al caso concreto. Si tratta di una questione rilevante in quanto, nelle liquidazioni operate dalla giurisdizione, l’articolo in esame - e la fonte normativa primaria contenuta nell’art. 8 del D.Lgs. n. 14 del 2010 - viene spesso inteso e utilizzato in modo strumentale per operare tagli lineari. (continua)

Il cambio della guardia alla direzione dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati, dove il prefetto Bruno Frattasi succederà a Mario Sodano, coincide con una importante novità: l'annunciata decisione di affrontare il problema della gestione delle aziende sottratte alla criminalità con un approccio unitario. Una sorta di holding controllata dall'Agenzia…(continua)

Organizzato dal district manager di AGN Francesco Muraca

Se ne è dibattuto al Campus universitario di Germaneto in occasione del convegno organizzato congiuntamente da Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catanzaro, Ordine degli Avvocati di Catanzaro e Ordine dei Giornalisti, Associazione Internazionale MCA e AGN, Network degli Amministratori Giudiziari, con il contributo di Ad Majora….(continua)

Tra gli autori ci sono molti amministratori giudiziari facenti parte del network AGN. Un’opera caratterizzata da un taglio particolare, focalizzato sugli aspetti critici ricorrenti nelle gestioni di beni e aziende sequestrate. Il manuale si compone di 680 pagine, cinque parti e ventisei capitoli che ripercorrono le diverse fasi in cui si sviluppa una procedura di amministrazione giudiziaria di beni e aziende, dall’esecuzione del sequestro fino alla destinazione successiva alla confisca definitiva. La trattazione prende le mosse dai problemi operativi che quotidianamente vengono riscontrati da amministratori giudiziari, magistrati, avvocati e altri operatori, in una prospettiva volta alla sistematizzazione dei profili gestionali - di beni e aziende sequestrate - più controversi per individuare e proporre soluzioni efficaci ai problemi più comuni. Da quelli gestionali a quelli più marcatamente giuridici che si presentano nelle diverse fasi della procedura, anche alla luce delle continue novità normative e delle variegate prassi tribunalizie.

Prossimi Eventi: FORUM - Criticità Gestionali di beni e aziende sequestrate - Roma 28 Novembre 2018 

L’ordinanza n. 21487/18 della Cass. Civile Ord. Sez. 2 del 31 agosto 2018 consolida l’orientamento giurisprudenziale che sancisce l’illegittimità dei compensi ove tali da violare il decoro professionale, affermato già nel 2015 e nel 2016 dalla Corte di Giustizia Europea (sentenza 8/12/2016), dalla Cassazione (sentenza n. 25804/2015, ordinanza n. 24492/2016) e dalla Giustizia Amministrativa (sentenza TAR Sicilia n. 3057/2016, 334/2017 e TAR Lombardia n. 902/2017) che avevano ribadito quei principi anche codicistici che strumentalmente si voleva far credere fossero usciti dal nostro ordinamento in virtù di una previsione meramente regolamentare.

Le richiamate decisioni non sono quindi additive ma ricognitive ed esplicative delle norme vigenti, perché riconoscono il valore della qualità dell’opera e dell’affidabilità del professionista, presupponendo che il criterio dell’economicità della prestazione sia sì rilevante, ma non tale da tradursi esclusivamente nella limitazione della spesa. (vedi sentenza in sezione Compensi amministratori)

Tre indizi fanno una prova. Il primo è un passaggio contenuto nella relazione conclusiva della commissione parlamentare antimafia del febbraio scorso (approvata all'unanimità da tutte le forze politiche) dove viene osservato che se da un lato il consenso culturale delle mafie si è ridotto nei contesti popolari, dall'altro è accresciuto nelle c.d. élite, chiamando in causa quella che viene definita area grigia o borghesia mafiosa cui appartengono i professionisti.

Un altro indizio è rappresentato da una ricerca dell'ateneo federiciano recentemente pubblicata dal titolo Mafie e libere professioni che, seppur con molta cautela, affonda il colpo sulle professioni liberali accusate di mettere a disposizione del crimine le proprie tecnicalità, fungendo da cerniera tra il mondo illegale e quello legale.

La terza - e ultima in ordine di tempo - esternazione è stata quella del procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, secondo il quale…(continua)

Il 6 luglio entrerà in vigore il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 72 sulla tutela del lavoro nell'ambito delle imprese sequestrate e confiscate in attuazione dell'articolo 34 della legge 17 ottobre 2017, n. 161 (pubblicato sulla G.U. n. 142 del 21 giugno 2018), che introduce misure di sostegno al reddito in favore dei lavoratori dipendenti di aziende sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata e un particolare regime di "sanatoria" in materia di irregolarità contributiva.

Un provvedimento molto utile e orientato a risolvere problematiche ricorrenti nelle aziende sottratte alla criminalità e che avrà un impatto molto positivo sulle prospettive di mantenimento sul mercato di queste ultime.

La procedura si avvia su richiesta dell'amministratore giudiziario, previa autorizzazione del giudice delegato dopo l'approvazione da parte del Tribunale del programma di prosecuzione o di ripresa dell'attività dell'azienda presentato dallo stesso amministratore giudiziario ai sensi dell'articolo 41 del D.Lgs.159/2011…(continua).

Commento di Eleonora Pergolari

Va compensato in forza delle tariffe professionali, e non già degli usi locali, il custode e amministratore giudiziario di una società sottoposta a sequestro preventivo penale. E’ quanto si evince da un’ordinanza della Cassazione, n. 14484 del 6 giugno 2018, con la quale è stato accolto il ricorso avanzato da un custode e amministratore giudiziario di una società e dal suo coadiutore, contro una decisione di merito. In questa, l'organo giudicante aveva ritenuto corretta la liquidazione del corrispettivo secondo gli usi locali, non riscontrando una base normativa per l’applicazione delle tariffe professionali relative alla qualità di dottore commercialista del custode.

Rispetto a questa statuizione, i ricorrenti avevano lamentato una violazione delle norme relative alla tariffa professionale dei commercialisti e in tema di liquidazione del compenso agli ausiliari del Giudice, evidenziando che…(continua)

Incarichi giudiziari preclusi a professionisti e collaboratori che hanno rapporti familiari, personali e di frequentazione abituale con i magistrati. Queste le novità introdotte dal D.lgs 54/2018 in vigore dal 25 giugno. II decreto interviene a integrazione del codice antimafia modificato qualche mese addietro dalla L.161/17.

L'art.35 al comma 3 già prevedeva che non possono assumere l'incarico di amministratore giudiziario, né quelli di coadiutore o diretto collaboratore dell'amministratore giudiziario, il coniuge, i parenti fino al quarto grado, gli affini entro il secondo grado, i conviventi o commensali abituali del magistrato che conferisce l'incarico, né i creditori o debitori del magistrato che conferisce l'incarico, del suo coniuge o dei suoi figli, né le persone legate da uno stabile rapporto di collaborazione professionale con il coniuge o i figli dello stesso magistrato, né i prossimi congiunti, i conviventi, i creditori o debitori del dirigente di cancelleria che assiste lo stesso magistrato…(continua)

Oltre 17mila gli immobili confiscati e in gestione all'Agenzia nazionale. Molti di più quelli ancora nella fase di sequestro, stimati in almeno altri 40mila. Un patrimonio immobiliare immenso. Beni che, in base alle norme attuali, dovrebbe essere destinati a associazioni, attività sportive, scopi benefici ma che in realtà si trovano in condizioni che ne impediscono qualsiasi utilizzo. Inservibili e spesso senza alcun valido titolo edilizio.

In base alla legge questi immobili abusivi andrebbero abbattuti. "Pessimo stato manutentivo, tanto da risultare allo stato inadatti per finalità sociali o per qualsiasi altra destinazione funzionale, forieri di spese e aggravi in capo al bilancio della Città metropolitana, nonché di rischi per la sicurezza altrui." Questo il giudizio riportato nella recente inchiesta di Repubblica del 7 aprile che racconta dell'indagine della Procura della corte dei conti partenopea sugli immobili confiscati alla criminalità organizzata trasferiti dall'Agenzia nazionale alla Città metropolitana di Napoli…(continua)

La legislatura che prenderà il via con le elezioni politiche del 4 marzo dovrebbe destinare un'attenzione particolare alla gestione della massa enorme dei beni sequestrati e confiscati al fine di restituirli alla collettività. I diversi leader politici, in questo avvio di campagna elettorale, hanno già fatto qualche cenno. Cartolarizzazione degli immobili, superamento del vincolo alla vendita, aiuti alle imprese e ai lavoratori coinvolti. Proposte, a dire il vero, eccessivamente generiche.

L'agenda che proponiamo prende il via dalle aziende, che, come ormai noto, costituiscono un fenomeno ragguardevole ove si considerino i dati aggiornati e recentemente presentati da Infocamere (fonte Registro imprese) che, insieme ad Agn Network, ha condotto un'accurata indagine sulle imprese interessate da provvedimenti di sequestro con risultati sorprendenti. ….( continua ).

Il Tar Lazio ha recentemente respinto i ricorsi del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, di Inag e di Ius et gestio che puntavano all'annullamento del Dpr n. 177/2015 che regola le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari, ritenuto lesivo della categoria in quanto assume a riferimento le norme relative ai curatori fallimentari riducendoli irragionevolmente "sul presupposto di una minore complessità degli adempimenti richiesti e di una minore durata della procedura di prevenzione". Negli ultimi mesi, contestualmente, i giudici dei vari tribunali hanno iniziato ad applicare la nuova tariffa operando le prime liquidazioni, con risultati sconcertanti. Eppure parliamo di civil servant, professionisti che svolgono un lavoro complesso e rischioso, che non hanno mai percepito i compensi milionari con i quali sono state riempite paginate di giornali e che oggi rischiano di restare senza lavoro per il timore diffuso negli organi giurisdizionali che sono arrivati, in alcuni casi, a negare addirittura il diritto agli acconti… ( continua ).

È successo a Caserta solo poche settimane fa. Un parcheggio multilivello, abbandonato perché sottoposto a sequestro giudiziario, è tornato a vivere e a essere fruibile per i cittadini.

Le piante ornamentali di Caserta e della reggia vanvitelliana, raffigurate metaforicamente in maniera viva e vitale, arrivano a decorare oltre 400 mq dove si trovano 100 posti auto e più di 180 box privati restituiti alla comunità dopo due anni di amministrazione giudiziaria. L’arte, e in particolare quella dello street artist Gola Hundun, ha messo il suo sigillo, rendendo il caso di Caserta un modello, un format replicabile anche in altri casi (non pochi) in Italia. Ma andiamo con ordine. L’area, dove non era stata ancora completata la costruzione di un parcheggio, veniva sottoposta a sequestro. A quel punto, l’amministrazione giudiziaria guidata da Domenico Posca e Pietro Bevilacqua ha preso una decisione importante ( continua )

28 settembre 2017. Il Codice Antimafia "ammazza amministratori" non coglie nel segno – Huffington Post

Quando una decisione ovvero - nel caso nostro - una legge scontenta tutti si usa dire che ha colto nel segno. Per la riforma del codice antimafia approvata ieri dal Parlamento credo di no. In primo luogo per l'estensione delle misure a chi è indiziato di terrorismo o di assistenza agli associati a delinquere, di associazione a delinquere finalizzata ad alcuni gravi delitti contro la Pubblica amministrazione, tra cui peculato, corruzione propria e impropria, corruzione in atti giudiziari, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità, addirittura agli indiziati di stalking. Molte e autorevoli le critiche su questo smisurato allargamento, anche con riferimento alle recenti pronunce della Corte di Giustizia Europea, che solo pochi mesi fa aveva invitato l'Italia a circoscrivere le fattispecie di pericolosità sociale, perché ritenute troppo generiche…( continua )

15 settembre 2017. Quel «tesoro nascosto» delle aziende sequestrate alle mafie – Sole 24Ore

 

Il nodo occupazione. Le aziende, è la posizione di Posca, «vanno mantenute sul mercato per preservare posti di lavoro, impianti e know how e per salvaguardare un valore economico inteso in senso lato che, in determinati territori, anche se è stato realizzato per gran parte da organizzazioni criminali, occorre provare a restituirlo in efficienza alla comunità»….( leggi tutto )

15 settembre 2017. Quei fondi statali che le aziende sequestrate ai clan non chiedono – Sole 24Ore

Neppure Domenico Posca, che guida l'associazione internazionale Mca (Management of confiscated assets) e coordina Agn (il network italiano degli amministratori giudiziari), sa spiegarsi il motivo di così poche domande inoltrate. Forse in pochi sono ancora a conoscenza di questa agevolazione finanziaria, le cui domande possono essere presentate esclusivamente tramite la procedura informatica, accessibile nell'apposita sezione “Finanziamenti agevolati a imprese sequestrate o confiscate” del sito internet del Ministero (www.mise.gov.it)....( leggi tutto )

24 luglio 2017. Per onorare Paolo Borsellino è necessario cooperare sul campo valorizzando i beni e le aziende sequestrate - Huffington Post

La collaborazione istituzionale tra soggetti portatori di pubblico interesse è fondamentale per la sorte di tante imprese sequestrate e confiscate, anche di rilevanti dimensioni. Il mese scorso abbiamo presentato insieme a Infocamere i sorprendenti risultati sulle aziende sequestrate identificate nel Registro Imprese: oltre 17.838, di cui 10.329 attive, con un numero totale di 200 mila addetti e oltre 21 miliardi di valore della produzione cumulato….( continua )

19 luglio 2017. Convegno CGIL

22 giugno 2017. Convegno EY

Clicca qui per il programma completo

Un problema fondamentale in materia di gestione dei beni sequestrati è rappresentato senza dubbio dalla mancanza di dati precisi sulla loro consistenza. A seguito di un’iniziativa del sottoscritto condivisa dalla Commissione Anagrafe Tributaria della Camera, Infocamere (direttore generale dott. Paolo Ghezzi) ha condotto un’accurata indagine sulle imprese interessate da provvedimenti di sequestro e/o confisca giudiziaria. I risultati sono sorprendenti.

Le imprese sequestrate identificate nel Registro Imprese sono oltre 17.838. Di queste ne abbiamo 10.329 attive, con un numero totale di 200mila addetti e oltre 21 miliardi di valore della produzione cumulato. Di queste il 20 percento operano nel settore del commercio al dettaglio, il 15 percento nelle costruzioni, il 10 percento nell’immobiliare, il 9 percento nel manifatturiero e , a seguire , le altre. Ancor più sorprendente, per certi aspetti, la distribuzione geografica delle aziende stesse. Se il primo posto della Campania non desta meraviglia, il terzo della Lombardia davanti alla Sicilia e il quinto dell’Emilia Romagna davanti a Calabria e Puglia fanno riflettere.

10 gennaio 2017. Al via il sostegno finanziario alle aziende sequestrate – Huffington Post

Con il decreto direttoriale del Mise del 30 dicembre scorso viene attuata la misura di agevolazione prevista dall'articolo 1, comma 195, della legge di stabilità 2016, che per ciascun anno del triennio 2016-2018 stanzia 10 milioni di euro in favore di interventi a sostegno delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata e delle cooperative destinatarie e/o assegnatarie delle stesse. Il provvedimento segue il decreto….( continua )

29 novembre 2016. Valorizzazione di beni e aziende confiscate nella legge di stabilità 2017 – Huffington Post

La legge di stabilità 2017 affida all'Agenzia nazionale dei beni confiscati un nuovo e rilevantissimo compito: definire la strategia nazionale per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscati alla criminalità organizzata. Fin qui tutto bene, almeno nelle intenzioni… ( continua )

beni sequestrati alla criminalità organizzata

Il problema fondamentale in materia di gestione dei beni sequestrati è rappresentato senza dubbio dalla mancanza di dati precisi sulla loro consistenza. L'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) è in possesso dei soli dati relativi a immobili e aziende definitivamente confiscati, che sul sito risultano aggiornati al 30 settembre 2015 e riguardano 7955 immobili e 1500 aziende in gestione. È il ministero di Giustizia che dovrebbe … ( continua )

 

Con l’ingresso dei colleghi Fabrizio Colella di Bari, Marcella Galvani di Perugia, Maria La Raffa di Ragusa, Francesco Matacena di Aversa, Donato Pezzuto di Lecce, Stefano Reverberi di Bologna, Alberto Scuderi di Trapani, Fabio Tindiglia di Messina e Massimo Zeno di Benevento, il network AGN conta oggi su 22 aderenti che assicurano una copertura territoriale completa, con riferimento ai distretti giudiziari più importanti del paese.

 

Istruzioni sulle modalità di liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari.

Collegio Misure di Prevenzione. Tribunale di S.Maria Capua Vetere.

Leggi tutto: Scarica PDF

Su impulso del network di amministratori giudiziari AGN e dei rappresentanti di associazioni, del mondo cooperativo e sindacale è nata a Milano un'iniziativa volta al miglioramento della gestione dei beni e, in particolare, delle aziende sequestrate alla criminalità.

La settimana scorsa è stato avviato il confronto tra il sottoscritto, Luciano Silvestri Responsabile Legalità e Sicurezza della CGIL, Enzo Moriello, responsabile Ufficio Legalità della CGIL Lombardia, Barbara Farina Direttore Lega Coop Lombardia, Marta Battioni del Dipartimento Welfare di Legacoop e Luca Corvi, amministratore giudiziario milanese del network AGN… ( continua )

 

L’articolo si prefigge di analizzare i criteri di determinazione dei compensi degli amministratori giudiziari contenuti nel d.P.R. 177/2015. Per il coinvolgimento di professionisti è necessario poter contare su un sistema di regolazione delle spese adeguato. 

Bisogna favorire una gestione professionale dei beni che corrisponderebbe meglio all’interesse generale e, nel caso di confisca, sarebbe di vantaggio per lo Stato.Questo per le particolari funzioni svolte dagli amministratori giudiziari, il cui obiettivo è mantenere le imprese sul mercato (e non già liquidarle), garantire i livelli occupazionali e incrementare la redditività dei beni in sequestro ove possibile.

Gestioni inefficienti dei patrimoni sequestrati possono compromettere l’impegno e il sacrificio delle forze dell’ordine e della magistratura nella lotta alla mafia. Va evitato il rischio che compensi troppo bassi allontanino gli amministratori, vanificando gli sforzi compiuti con gestioni inefficienti… (continua: scarica articolo in formato PDF)

 

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Criticità Gestionali di beni e aziende sequestrate
28 Novembre 2018

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Il gruppo di professionisti esperti in amministrazioni giudiziarie riunito in un network finalizzato al miglioramento della gestione dei beni e delle aziende sequestrate.

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